Cesenatico viene identificata dagli storici con
l’insediamento romano-imperiale Ad Novas distante,
secondo gli Itineraria romani, 16 km dal fiume Savio
e 4,44 km dal fiume Rubiconde e menzionato anche
su di una carta geografica del I secolo d. C., la
Tabula Peutingeriana, la cui copia medievale è
oggi conservata alla Biblioteca Nazionale di Vienna
(Codex Vindobonensis 324).
Probabilmente Ad Novas era un porto a metà
strada fra quelli di Rimini e di Classe (Ravenna)
di cui si perdono completamente le tracce fino al
1205, anno in cui, in seguito ad una vertenza circa
i confini tra le città di Rimini e di Cesena,
viene assegnata a quest’ultima un’area
identificabile con l’abitato di Cesenatico.
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Agli
inizi del Trecento i cesenati iniziarono la costruzione
di uno scalo marittimo e procedettero, per sua difesa,
alla edificazione di una rocca fortificata che ha
fatto parte del paesaggio urbano fino alla seconda
guerra mondiale, quando venne distrutta dai bombardamenti.
Dal 1325 è attestata lungo il porto la fiera
annuale di San Giacomo alla quale partecipavano mercanti
provenienti dalla Romagna, dalle città di Venezia
e Firenze, dalla Dalmazia e durante la quale si svolgevano
anche giochi popolari.
Locali per la ristorazione e il pernottamento sono
attestati già dal 1350 e Porto Cesenatico diviene,
a partire dal Quattrocento, il secondo porto più
importante dell’Alto Adriatico, dopo quello
veneziano. Nel 1498 l’attività portuaria
viene regolamentata da un proprio Statuto e le parole
dell’articolo 12 sembrano quasi aver presagito
il futuro turistico di Cesenatico:“[…]
i forestieri devono essere trattati con affabilità,
cortesia, senso di ospitalità dagli osti e
devono sentirsi sicuri e protetti a Cesenatico […]”.
L’importanza del porto divenne tale che agli
inizi del XVI secolo venne incaricato Leonardo da
Vinci per risolvere il problema dei banchi di sabbia
all’imboccatura: lo schizzo a volo d’uccello
di Porto Cesenatico tracciato dall’architetto
il 6 settembre 1502 è oggi conservato a Parigi,
presso la Biblioteca Nazionale.
Nel corso del Cinquecento è attiva una vivace
attività di pesca, il territorio circostante
il porto con boschi e acquitrini risulta idoneo per
battute di caccia e la presenza di saline presuppone
anche una ricco commercio di sale. Questa situazione
economica attrae sempre più gente e l’incremento
demografico è tale che dalle 14 famiglie che
abitavano il porto nel 1371 si passò a 131
famiglie presenti nell’abitato nel 1587.
Nel
1600 crescono i luoghi di ristorazione dove però
vengono offerti principalmente piatti a base di carne
e cacciagione, mentre il pesce, come offerta gastronomica
diffusa, inizia timidamente a comparire sulla fine
del 1700, periodo durante il quale Porto Cesenatico
assume una grande importanza commerciale.
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